Il mito di John F. Kennedy secondo Jackie

Conosciamo tutti la storia dell’assassinio di John F. Kennedy. Ma cosa ha significato per Jacqueline, sua moglie? Il 23 Febbraio Jackie ci racconta al cinema i giorni seguenti alla morte del presidente americano, da un punto di vista inedito.

Ritratto di donna

Icona di stile, avvenente e sofisticata, Jacqueline Kennedy è stata una delle donne più fotografate del 20° secolo. Eppure di lei non sappiamo molto: era una persona riservata, ma grazie alle immagini e ai frammenti rimasti il regista Pablo Lorrain riesce a comporre il ritratto di una donna straordinaria.

A dare un volto alla classe inimitabile di Jackie ci pensa il premio Oscar Natalie Portman, perfetta grazie alla sua grande eleganza e sensibilità.

L’eredità di Kennedy

Quando il presidente Kennedy viene ucciso sulla limousine a Dallas, Jacqueline è accanto a lui nel suo famoso tailleur Chanel. Mentre gli sussurra “Ti amo” per l’ultima volta, la donna non può immaginare l’inferno che dovrà passare nei giorni successivi.

Il funerale, l’elaborazione del lutto, il trauma dei due figli, la perdita della fede: Jackie dovrà occuparsi di tutto questo e di una cosa ancora più importante: l’eredità di John F. Kennedy. Sconvolta dalla perdita del marito, Jacqueline si renderà presto conto che i giorni che verranno saranno decisivi per definire l’eredità del presidente e per come entrambi saranno ricordati.

Jacqueline Kennedy trasformò infatti il marito in una leggenda e diventò lei stessa un’icona. Come? Comportandosi con grande dignità e maestà e ricordando ciò che era stato fatto al marito: ad esempio si rifiutò di lavare le macchie di sangue dal tailleur che indossava il giorno dell’omicidio e continuò a indossarlo.

Per la first lady furono giorni difficilissimi e il film Jackie ne è la prova: finalmente il 23 Febbraio potremo conoscere la storia dei Kennedy dal punto di vista di Jacqueline.