L’altro volto della speranza: l’immigrazione secondo Aki Kaurismäki

Un visione bizzarra e divertente quella che Aki Kaurismäki propone nel suo ultimo film: L’altro volto della speranza, nelle sale Circuito Cinema dal 6 aprile.

L’altro Volto della Speranza

 

Il film inizia il suo racconto con il bizzarro incontro tra Khaled, un giovane rifugiato siriano, che quasi per caso si ritrova a Helsinki come passeggero clandestino su una carboniera, e Wilkström, rappresentante di camicie, che lascia moglie e lavoro per darsi alla gestione di un insolito ristorante: La Pinta Dorata.

Quando le autorità decidono di rispedire Khaled alle rovine di Aleppo, lui decide di rimanere illegalmente ad Helsinki. Lì incontra, oltre a vari tipi di razzismo, anche pura bontà.

Nel momento in cui Wilkström trova Khaled addormentato nel cortile del suo ristorante, forse riconosce nel ragazzo qualcosa di sé e dopo uno scontro iniziale decide di assumerlo come lavapiatti e di aiutarlo a ritrovare la sorella persa tra un confine e l’altro dell’Europa.

Aki Kaurismäki: il regista “stralunato”

l'altro volto della speranza

Aki Kaurismäki scrive e dirige questa commedia a sei anni di distanza da Miracolo a Le Havre. 

Nella sua ultima fatica il regista e sceneggiatore europeo sceglie un tono leggero per trattare un tema complesso come l’immigrazione.

Nel film notiamo anche una certa volontà da parte di Wilkström di investire risorse e tempo nel suo improbabile ristorante, pronto a fare il sushi con l’aringa. Inoltre prende con sé a lavorare Khaled, immigrato siriano determinato a rimanere a Helsinki.

Scopri il divertente film scritto e diretto da Aki Kaurismäki, l‘Altro Volto della Speranza, nelle sale Circuito Cinema dal 6 aprile.