Il dittatore è nudo: Morto Stalin, se ne fa un altro

Armando Iannucci torna al cinema con il suo secondo lungometraggio, Morto Stalin, se ne fa un altro, nelle sale dal 4 gennaio.

La morte in chiave comica

Il film è l’adattamento della graphic novel La morte di Stalin di Fabien Nury e Thierry Robin, che racconta in chiave satirica gli eventi successivi alla morte del dittatore. All’indomani della scomparsa di Stalin, tutti i possibili successori battagliano senza esclusione di colpi pur di ereditare la carica di capo supremo dell’Unione Sovietica.

L’insostenibile leggerezza del capitalismo

La pellicola di Iannucci rilegge in chiave grottesca uno dei momenti storici più delicati della contemporaneità, ossia le lotte di potere e gli intrighi di palazzo che scaturirono dopo che un ictus colpì l’Uomo d’Acciaio. La storia russa diventa, nel film, l’occasione per riflettere, col sorriso, su alcune umane debolezze, sull’ambizione e sul potere. I personaggi coinvolti sono vere e proprie macchiette, simili più a ragazzini litigiosi che a spietati politici, riescono a regalare spunti di incredibile comicità e di humour nero.

La politica di Iannucci

Di origini italiane, lo scozzese Armando Iannucci si è cimentato già altre volte con la politica. Le due serie tv che ha ideato, The thick of it e Veep, così come il lungometraggio In the loop, vertono tutti sugli universali meccanismi del potere politico, analizzato in contesto anglo-americano. In ognuna delle sue opere, Iannucci ha raccontato la politica con i consueti toni grotteschi e satirici.

A conferire maggior incisività alla pellicola, le prove straordinarie di artisti di fama internazionale. Uno strepitoso Steve Buscemi dà vita ad un Nikita Kruščëv dai toni esilaranti, mentre Michael Palin recita nei panni del ministro Molotov. Completano il cast Jason Isaacs (maresciallo Žukov) e la splendida Olga Kurylenko.

Morto Stalin, se ne fa un altro, ti aspetta nelle sale di Circuito Cinema dal 4 gennaio per una delle commedie più divertenti dell’anno!