RASSEGNE
JOHN CASSAVETES

Dal 24 ottobre, ogni sabato alle 20.30, al cinema Nuovo Olimpia
La sera della prima uscì il 25 dicembre del 1977 in un cinema di Los Angeles e non ebbe alcuna fortuna. I critici lo stroncarono, il pubblico lo evitò. Nel marzo successivo il film veniva proiettato saltuariamente in una sala newyorkese senza alcun risultato. Non fu nemmeno recensito dal New York Times. Era il nono film diretto da John Cassavetes che aveva iniziato il mestiere di regista nel 1959 e si era fatto una reputazione discreta con Faces, Minnie e Moskowitz e Una moglie.
Cassavetes è considerato uno dei grandi cineasti americani, una figura di riferimento per chi scrive di cinema e per chi il cinema lo fa e ci è difficile immaginare che alcuni suoi film non riuscirono a trovare distribuzione. Ma la ragione della sua fortuna oggi coincide, forse, con quella della marginalità di quando era in vita. Il suo cinema non somigliava a nulla. Era scritto e diretto secondo un unico canone estetico. Quello di John Cassavetes.
Fotografia sgranata, tempi lunghi, storie che avanzano per ellissi e deviazioni in opposizione alle trame del cinema classico. E sempre la macchina da presa addosso ai personaggi, gente della middle class, uomini e donne di ordinaria disperazione esistenziale, tra scoppi di rabbia e ilarità, sbornie e scorribande notturne. E quei dialoghi all’apparenza improvvisati, ma in realtà scritti parola per parola. Con sua moglie Gena Rowlands - grandissima sempre - e un gruppo scelto di amici tra cui Falk e Ben Gazzara, Cassavetes mette in scena la vita, una vita alternativa a quella hollywoodiana così piena di avventure, una vita simile a quella degli spettatori in sala che, se e quando entrano in quella sala, trovano riflessi sé stessi e il flusso tragico, comico, abbastanza ridicolo delle proprie esistenze. I film di Cassavetes si chiudono come si aprono, nel mezzo delle cose, senza soluzioni, senza promesse. Scriveva il suo amico Peter Bogdanovich: «John faceva film che non tendevano trappole allo spettatore, ma cercavano di essere onesti riguardo al modo in cui le persone si comportano. [...] Parlava con affetto dei film di Frank Capra, diceva: "Forse non c'è mai stata l'America, ci sono stati i film di Capra". [...] E la sua opera è decisamente anti-Capra».
È questo il punto del cinema di Cassavetes, della sua fortuna postuma e della sua tragedia in vita: a un pubblico colto e sofisticato ma decisamente esiguo quel gioco della vita piace. Al grande pubblico, quello di La vita è meravigliosa e Accadde una notte, fa paura, lo annoia, lo annienta. Lo si può amare o meno, ma non c’è mai stato un cineasta in America come John Cassavetes.
A cura di Cesare Petrillo e Simone Fabio Ghidoni
PROGRAMMA
TUTTE LE PROIEZIONI SARANNO IN LINGUA ORIGINALE CON I SOTTOTITOLI IN ITALIANO
24 ottobre: OMBRE (1959)
31 ottobre: VOLTI (1968)
7 novembre: GLI ESCLUSI (1963)
8 novembre: MINNIE E MOSKOWITZ (1971)
14 novembre: MARITI (1970)
21 novembre: UNA MOGLIE (1974)
28 novembre: MIKEY E NICKY (1976)
5 dicembre: LOVE STREAMS (1984)
12 dicembre: BLUES DI MEZZANOTTE (1961)
19 dicembre: GLORIA - UNA NOTTE D'ESTATE (1980)
26 dicembre: CONTRATTO PER UCCIDERE (1964)
2 gennaio: LA SERA DELLA PRIMA (1977)
9 gennaio: QUELLA SPORCA DOZZINA (1967)
16 gennaio: L'ASSASSINIO DI UN ALLIBRATORE CINESE (1976)
23 gennaio: ROSEMARY'S BABY (1968)




