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George Cukor era imbattibile quando adattava le commedie di Broadway. Conosceva il teatro newyorkese come nessuno. Qui, un gruppo di persone si prepara per un pranzo elegante. La formula è quella dell’umanità più disparata messa a confronto: la diva gigiona, i nuovi ricchi, i giovani amanti, un capitano d’industria al collasso, un attore alcolista. Sullo sfondo, il crollo di Wall Street del 1929. Vince la gara Jean Harlow, che ha il segmento più brillante e la battuta migliore: “I’m gonna be a lady, if it kills me.”