Rassegne
PERDUTAMENTE TUA

Per il ciclo "L'eterna illusione", la rassegna sui grandi classici del cinema, dal 21 settembre 2025 presentiamo "Perdutamente Tua"
Un pregiudizio fastidioso e tenace ha sempre tenuto prigionieri critici e storici del cinema, in particolare quelli italiani. Una forma legata all'amore rappresentato sullo schermo, la sua nascita, i suoi sviluppi. L'amore al cinema è roba da donne e poco importa che sia stato un tema fondamentale nell'opera di tanti grandi, da Max Ophüls a Ernst Lubitsch, da Billy Wilder a David Lean, passando per François Truffaut e anche per qualche italiani. Vengono in mente Visconti e Antonioni.
L'amore, per sua natura irrazionale, è il sentimento più difficile da spiegare a se stesse. Nella vita vera. Figuriamoci l'amore inventato, quello immaginario. Raccontarlo al cinema - o in letteratura - è un'impresa improba: significa afferrare l'impalpabile, l'impercettibile e tradurlo in immagini senza fare proclami. Se l'odio si mette in scena con pistole, duelli, inseguimenti e delitti, l'amore espresso con i baci, le carezze, le passeggiate mani nella mano, diventa dozzinale, è da diabete. Una delle scorciatoie migliori è traslarlo, renderlo attraverso racconti d'avventura, o noir, o musicali. Una storia serve a celarne un'altra. David Lean ne ha in abbondanza. La sua grandezza è nell'inafferrabile, nel non detto, nella banalità del caso, nello sguardo dei personaggi, nella scelta musicale, nei tagli temporali, negli ambienti dove avvengono i sette incontri del breve incontro. Anche Lubitsch racconta invariabilmente l'amore. La chiave è la commedia, gli ambienti sono chic e rarefatti, ma cambiano le situazioni, i confini del desiderio.
Quando Jean Renoir parlava dei colleghi americani, indicava McCarey come il più sensibile: "nessuno come lui conosce l'animo umano". Aveva in mente senz'altro Cupo tramonto e ovviamente Un grande amore.
Disperato o felice, appassionato o tenero, adulto o acerbo, crudele, omicida, folle, accidentato, l'amore al cinema è necessario, fondamentale. Basta abbandonarsi e credere una volta in più nei grandi registi, attori e scrittori.
A cura di Cesare Petrillo e Simone Fabio Ghidoni
PROGRAMMA 4 FONTANE
TUTTE LE PROIEZIONI SARANNO IN LINGUA ORIGINALE CON I SOTTOTITOLI IN ITALIANO
21 settembre: PERDUTAMENTE TUA (1942)
28 settembre: OMBRE MALESI (1940)
5 ottobre: IL CONTE DI ESSEX (1939)
12 ottobre: UN POSTO AL SOLE (1951)
19 ottobre: SMARRIMENTO (1947)
26 ottobre: PROIBITO (1954)
2 novembre: FIGLIA DEL VENTO (1938)
9 novembre: UN GRANDE AMORE (1939)
16 novembre: SWING HIGH SWING LOW (1937)
23 novembre: LA PORTA D'ORO (1941)
30 novembre: HO SOGNATO UN ANGELO (1941)
7 dicembre: BREVE INCONTRO (1945)
14 dicembre: SOGNO D'AMANTI (1949)
21 dicembre: TEMPO D'ESTATE (1955)
28 dicembre: UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO (1951)
4 gennaio: SPLENDORE NELL'ERBA (1961)
11 gennaio: LA FONTE MERAVIGLIOSA (1949)
18 gennaio: L'EREDITIERA (1949)
25 gennaio: INFEDELTÀ (1936)
1° febbraio: L'APPARTAMENTO (1960)
8 febbraio: ARIANNA (1957)
15 febbraio: GIGI (1958)
22 febbraio: UN UOMO TRANQUILLO (1951)
1° marzo: PARTITA A QUATTRO (1933)
8 marzo: ANGELO (1937)
15 marzo: GELOSIA (1936)
22 marzo: INCANTESIMO (1938)
29 marzo: VACANZE ROMANE (1953)
5 aprile: DUE PER LA STRADA (1967)
12 aprile: LO SPORT PREFERITO DALL'UOMO (1964)
19 aprile: ARRIVEDERCI IN FRANCIA (1940)
26 aprile: L'ORA DI NEW YORK (1945)
3 maggio: CASABLANCA (1942)
10 maggio: A CIASCUNO IL SUO DESTINO (1946)
17 maggio: AL TUO RITORNO (1944)
24 maggio: I RUGGENTI ANNI VENTI (1939)
31 maggio: IL PONTE DI WATERLOO (1940)
7 giugno: TRE CAMERATI (1938)
14 giugno: PANDORA (1951)
21 giugno: LA SIGNORA DELLE CAMELIE (1936)
28 giugno: GLI AMANTI (1941)
5 luglio: NESSUN UOMO LE APPARTIENE (1932)
12 giugno: AURORA (1927)




