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È un Lubitsch meno famoso, non per questo trascurabile. Jeanette MacDonald scappa dall’altare perché il vestito le sta stretto - e così il futuro marito. Fugge a Montecarlo dove s’innamora di un parrucchiere, salvo scoprire che è un conte. Insieme cantano tre pezzi di Leo Robin da repertorio. Il regista gioca con allegria su Monsieur Beaucaire, opera in tre atti di André Messager e lo cita in maniera diretta. MacDonald fa la commedia come pochi, a tratti sembra uscire da un cartone animato.