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Un titolo inusuale, unico nella filmografia americana degli anni Settanta. Gli incontri sentimentali di un’insegnante a New York, la sua vita passata e presente, sono messi insieme come in un puzzle. Tra i tasselli fondamentali, un feroce background cattolico e una promiscuità sessuale compulsiva che diventa condanna a morte. I meno indulgenti lo lessero come un film reazionario, un invito alle donne a starsene al loro posto. I più benevoli gli riconobbero ambiguità morale e una costruzione fuori dagli schemi. Lei è Diane Keaton.