Calcio, Cinema, Passione e Sogni In Notti Magiche, Il Nuovo Film di Paolo Virzì

novembre 8, 2018 10:00 am

Paolo Virzì (Ovosodo, Il capitale umano, La pazza gioia) torna con un’opera travolgente e ispirata in cui mistero e ironia si fondono per celebrare il fervore giovanile e la passione verso la settima Arte. Ricco il cast, tra cui spiccano Giancarlo Giannini, Roberto Herlitzka, Paolo Bonacelli e Ornella Muti. Presentato alla Festa del Cinema di Roma. Notti Magiche sarà nelle nostre sale dall’8 novembre.

 

Omicidio in una tragica notte calcistica

Roma, 1990: la “tragica” notte della disfatta italiana ai mondiali di calcio, alla cui hit musicale fa riferimento il titolo, è lo sfondo di un misterioso omicidio. I sospettati sono 3 giovani aspiranti sceneggiatori. Inizia una trepidante avventura in cui si intersecano realtà e finzione, alla scoperta di una Roma maestosa, affascinante e terribile. Un omaggio accorato ed ironico ad un decennio d’oro del Cinema italiano.

Paolo Virzì: pluripremiato regista

Sceneggiatore, regista e produttore, considerato il principale erede e innovatore della commedia italiana, i suoi lavori hanno ricevuto importanti riconoscimenti in Italia (tra gli altri, 7 David di Donatello e 8 Nastri d’Argento) e nei principali festival internazionali. È stato in concorso alla 54ª Mostra di Venezia con Ovosodo, conquistando il Gran Premio Speciale della Giuria. Per due volte è stato nominato come “Miglior Regista Europeo” nella short-list della European Film Academy. I suoi ultimi due film sono La Pazza Gioia, presentato a Cannes alla Quinzaine des Réalisateurs, ed Ella & John (The Leisure Seeker) con Donald Sutherland ed Helen Mirren, presentato in concorso alla 74a Mostra di Venezia e distribuito in oltre 90 paesi.

 

Queste le sue note a proposito del film: “Sono anni che riempio quadernetti di appunti, ricordi, invenzioni, ritrattini, immaginando una folla di personaggi per un ipotetico film sul mito del cinema così come lo avevo vissuto quando ero sbarcato a Roma da ragazzo. Non sapevo ancora cosa sarebbe diventato tutto quel materiale, ma è sembrato subito naturale affidare il punto di vista a tre aspiranti sceneggiatori finalisti di un premio, diversi tra loro e provenienti da mondi lontani, ma affratellati e rivali in nome dalla comune passione cinephile declinata da ciascuno in modo proprio. Ecco quindi Antonino, messinese ampolloso dal ferreo rigore accademico ma disposto a lasciarsi ammaliare fino a corrompersi; Luciano, dai quartieri operai di Piombino, orfano vitale, famelico e sfacciato; Eugenia, solitaria rampolla negletta di un’austera famiglia del potere romano, che raccatta gli altri due nella sua mansarda.

Il cuore del film è nel fervore incredulo di questi tre ammessi con benevolenza alla corte di certi leggendari autori della stagione dorata, qualcuno ancora seducente e inarrivabile, qualcun altro stanco o disperato, circondati dal sottobosco di ammiratori, emuli e scrocconi. Nell’accompagnarli nella giostra di lusinghe ed insidie, promesse e raggiri, alla scoperta di quel mondo glorioso e miserabile, sublime e triviale, mentre la devozione si trasforma man mano in sgomento, in burla irriverente, in cocente disillusione. Il tutto in uno scenario affollato come un racconto balzacchiano, come in una commedia all’italiana, come in un album di vignette a colori disegnato da Scola, da Scarpelli, da Fellini, da Zavattini”.

 

Quando il cinema racconta il cinema

Omaggio al cinema e alle speranze, soprattutto giovanili, che ha nutrito nel corso degli anni, questo film ha come protagonisti tre sceneggiatori.

Antonino Scordia (Mauro Lamantia) è un giovane aspirante sceneggiatore siciliano. È erudito, con un eloquio forbito che lo rende un po’ ridicolo, con una grande ossessiva passione cinephile. Quando alla cerimonia del Premio Solinas incontra gli altri due giovani finalisti, Luciano ed Eugenia, condivide con loro lo stupore per quel mondo che si rivelerà però essere anche molto diverso da quello che aveva sempre immaginato e che ora osserva da vicino con un misto di meraviglia e di timore reverenziale.

Luciano (Giovanni Toscano) è un ragazzo di Piombino, proveniente da una famiglia operaia, che ha deciso di seguire la sua passione, il cinema, cercando di fare lo sceneggiatore e, allo stesso tempo, scappare da una realtà che gli sta stretta. E’ entusiasta, intraprendente, esuberante, irriverente, aggressivo e sfrontatamente ci prova con tutte. Scopriremo nel corso del racconto che dietro questa maschera sfrontata, si nasconde un vissuto doloroso. Con gli altri due finalisti, il siciliano Mauro e la romana alto borghese Eugenia, intraprende un viaggio nel mondo del cinema romano dell’epoca tra incontri con produttori fanfaroni, registi idealisti e un po’ inconcludenti e un’umanità molto varia.

Eugenia (Irene Vetere) viene da una famiglia alto borghese romana, il padre immaginiamo essere una personalità influente del potere politico dell’epoca. E’ fragile, insicura, fobica, spaventata da tutto e per farsi coraggio ingerisce pasticche e sniffa boccette euforizzanti, insomma sembra proprio un caso disperato, ma spera di aver trovato in Luciano e Antonino qualcuno che finalmente la capisca, la accetti, un sentimento di entusiasmo e di fratellanza, che forse però si rivelerà essere soltanto un’illusione.

 

 

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