150 milligrammi: la lotta per la verità di Irène Frachon

Irène Frachon è una persona normale a cui è capitata una vicenda straordinaria: ha combattuto in prima linea nel caso Mediator, un farmaco dai gravissimi effetti collaterali. Dall’8 febbraio potremo conoscere la sua storia grazie al film 150 milligrammi, incentrato su questa donna incredibile.

Dalla realtà al film

Quando Emmanuelle Bercot – miglior attrice a Cannes 2015 per Mon Roi – conosce Irène Frachon rimane subito affascinata dalla sua energia e dalla sua storia. Così, decide di girare un film su questo medico francese e sulla sua battaglia contro un farmaco killer utilizzato per più di trent’anni da milioni di persone.

 

150 milligrammi

Per la regista la cosa più difficile è stata trovare una degna interprete per 150 milligrammi. È Catherine Deneuve – attrice nel suo film A testa alta – a suggerirle un nome: Sidse Babett Knudsen, la protagonista della serie danese Borgen – Il potere. Con Irène Frachon l’attrice condivide l’energia e la forza. Anche se la Knudsen non conosceva il caso Mediator si è subito lanciata nella scoperta della vicenda e del personaggio che avrebbe interpretato.

Una storia di coraggio e paura

Nel 2009 la pneumologa Irène Frachon scopre un legame tra l’utilizzo del Mediator e il decesso di alcuni pazienti. Insieme all’ospedale di Brest dove lavora, inizia una lotta contro il colosso farmaceutico che commercializza il farmaco, per ritirarlo dal mercato.

Determinazione e coraggio sono alla base di questa vicenda, ma la dottoressa ha anche paura delle ritorsioni che potrebbe avere il caso su di lei o sui suoi figli. Se la Frachon riesce a farcela è grazie al suo senso di giustizia e all’appoggio della famiglia.

Non c’è una lotta vera senza la paura.

Il Mediator ha provocato la morte di centinaia di persone, ma oggi grazie a Irène Frachon il farmaco non è più in commercio. Per conoscere questa storia di coraggio, 150 milligrammi arriva al cinema l’8 febbraio.